Tra archeologia e genealogia

Matteo Settura

Abstract


Maggio 1968: Michel Foucault pubblica su Esprit la Risposta ad una domanda. Si tratta di un testo che riassume e precisa i contenuti del suo libro in procinto di essere pubblicato, L’archeologia del sapere, con il preciso obiettivo di affrontare una delle molte questioni che i lettori della rivista gli avevano rivolto. Tra tutte le domande Foucault sceglie come degna di risposta proprio la seguente: 

Un pensiero che introduce la costrizione del sistema e della discontinuità nelle scienze dello spirito non toglie ogni fondamento ad un’azione politica progressista? Non sbocca forse nel seguente dilemma: -  o l’accettazione del sistema; -  o l’appello all’evento selvaggio, all’irruzione di una violenza esteriore, la sola capace di stravolgere il sistema?

Nella risposta di Foucault a questa domanda troviamo in nuce il problema che introduce ad uno scarto: quello del cosiddetto passaggio dall’archeologia alla genealogia, e, connesso a tale scarto, quella che potremmo defi nire una “presa di distanza” dallo strutturalismo i cui termini vanno assumendo più chiara defi nizione. Per Foucault si tratta di chiarire quali siano i rapporti fra la sua attività di ricerca e la pratica politica. In altri termini: cosa signifi ca per i saperi «descendre dans la rue»?


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