Produrre il Potere dalla Verità: Breve Genealogia del concetto di Biopolitica

Claudio Cavallari

Abstract


Un tratto caratteristico dello stile intellettuale di Foucault è sempre stato quello di ridiscutere, contestualizzare e fornire continuamente nuovi elementi di problematizzazione degli strumenti impiegati nel suo lavoro e delle architetture metodologiche caratteristiche del suo impianto. La dedizione in tale sforzo non ha mai tuttavia assunto, per Foucault, l'aspetto di un chiarimento ex-post che fosse finalizzato alla restituzione di linee di coerenza o alla ricomposizione di unità tematiche supposte. Al contrario, il perpetuo lavorio del pensiero su sé stesso e la riformulazione incessante delle proprie traiettorie ha avuto per il filosofo esattamente lo scopo di tenere indefinitamente aperto lo spazio di una possibile riattualizzazione dei temi e delle poste che mano a mano affioravano nella sua ricerca, affinché continuassero a mostrare la loro rilevanza nell'atto presente del pensare. Rivitalizzare costantemente la superficie delle proprie riflessioni mediante un dislocamento che mostrasse il profilo, la giuntura critica del presente era, per Foucault, una necessità filosofica e umana: «il pensiero - afferma - è ciò che ci fa problematizzare ciò che siamo» (Foucault, 1984 a. p. 1431). La consapevolezza di tracciare incessantemente linee di problematizzazione di ciò che si pone come urgenza nell'attualità riverbera, dunque, in tutto l'itinerario filosofico di Foucault chiarendo la portata della relazione che egli intrattiene con la storia; rapporto che, a partire dall'inizio degli anni Settanta, orienta le proprie navigazioni - nel segno di Nietzsche - in senso genealogico.


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