Il mélange dialettico come immedesimazione inespressiva nell’alterità in Benjamin lettore di Goethe

Fabio Antonio Scrignoli

Abstract


Uno dei cavalli di battaglia del Benjamin teorico letterario è certamente il rifiuto programmatico della Einfühlung, ossia dell'immedesimazione superficiale ma violenta da parte del soggetto lettore nell'oggetto da leggere, laddove in realtà il primo sovrapporrebbe forzatamente e ad hoc categorie interpretative proprie ad un'opera che verrebbe quindi ridotta a puro strumento inerte, privo di un reale contenuto e di una vita propria. Per Benjamin invece è proprio al contrario l'opera che chiama il critico futuro alla continua rilettura di essa: quanto più significativo è il suo “contenuto di verità” originario tanto più essa potrà offrirsi in maniera proficua ad una sempre rinnovata attualità. Da un lato si vuole in questa sede restringere il discorso generale sull’alterità come soglia critica in cui l’Altro in-giunge eticamente l’Io; e si tratta quindi di focalizzare il rapporto di alterità tra Kunstwerk e Kunstkritik – ossia tra opera d’arte e critica letteraria. Dall’altro lato si intende approfondire una questione squisitamente estetica e però consanguinea all’ingiunzione etica dell’alterità: il problema dell’irrappresentabilità dell’Altro a livello artistico superato dalla rappresentazione velata del Bello da parte dell’Io che si riconosce nell’Altro.

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