L’enigma dell’arte tra iterabilità e unicità. L’ermeneutica gadameriana di fronte alla modernità

Elena Romagnoli

Abstract


Il presente articolo si concentra sul rapporto tra ermeneutica gadameriana e modernità partendo dal peculiare punto di vista dell’arte. Contrariamente alle letture che ne fanno una teoria antimoderna, l’obiettivo è sottolineare la capacità della filosofia di Gadamer di confrontarsi con il mondo contemporaneo, il quale ha nella tecnica una delle peculiarità più evidenti. In primo luogo, per comprendere la portata innovativa del pensiero di Gadamer viene mostrata l’autonomia che egli matura rispetto a Heidegger in relazione al rapporto con la tradizione, diversità che si riverbera nel modo di concepire la modernità. Per Gadamer quest’ultima non è il frutto di un processo di Seinsvergessenheit ma di un rapporto dialogico con il passato. Da questo punto di vista, la tecnica gode pertanto di una propria legittimità, a patto di non porsi come orizzonte totalizzante, ma di comprendere se stessa nel più ampio contesto della prassi umana: ciò emerge in modo emblematico dalla lettura del fenomeno artistico. Il saggio prosegue, in secondo luogo, a mostrare come, accanto a una lettura plotiniana del fenomeno artistico in quanto emanazione della verità, emerga una concezione dell’arte, in particolare della poesia, come ripetizione di ciò che è al contempo unico e irripetibile. L’enigma dell’arte consiste nella sua capacità di costituire un evento singolare che al contempo parla agli spettatori di ogni epoca. Proprio questa concezione dell’arte consente di apprezzare l’attualità dell’ermeneutica, capace di confrontarsi con la questione del ruolo dell’arte oggi: il paradigma della ripetizione permette infatti a Gadamer di esprimere la dimensione comunitaria e temporale che caratterizza intrinsecamente l’arte. Infine, tale lettura del fenomeno artistico consente di mostrare la capacità dell’ermeneutica non solo di rapportarsi alle nuove tecnologie, ma anche di ripensare il rapporto tra tecnica e comunità.  Proprio a partire dal pensiero di Gadamer è possibile un confronto sia con il momento della phronesis sia con quello della techne. Emergono così le conseguenze etico-politiche della filosofia gadameriana, in particolare in relazione all’emblematica concezione del poeta come uno dei tanti lettori dell’opera al pari dell’interprete. Secondo questo rispetto si può apprezzare il carattere comunitario e democratico che anima nel profondo l’ermeneutica.

The Enigma of Art between Iterability and Uniqueness. Gadamer’s Hermeneutics Facing Modernity

Key Words: Hermeneutics, Gadamer, Aesthetics, Art, Modernity

This paper aims to investigate the relation between Gadamer’s hermeneutics and modernity, focusing on his doctrine of artistic experience in order to show a new possible reading of his thought that frees him from the accusations of anti-modernism. First, the author highlights the differences between Heidegger’s and Gadamer’s conceptions of tradition and modernity. The former understands modernity (and technology in particular) as the result of a destinal Seinsvergessenheit. The latter, on the other hand, conceives it as an interrupted dialogue with the tradition.

Then the paper underlines the peculiarity of Gadamer’s conception of art: besides the well-known emanative paradigm, he develops the idea of art as intrinsic iterability, capable of accounting for the interaction between art and the new technologies. After this analysis, the author shows that, far from being anti-modern, Gadamer’s position is actually able to give technology its due, as long as the latter is not expected to exhaust the totality of human experience and is rather included within the scope of the phronesis, just like the Aristotelian techne. In conclusion, the reading of art as repetition shows the capacity of hermeneutics to make sense of modernity, as well as its intrinsically communitarian and democratic vocation.


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